La chiesa di S. Giovanni di Dio ex Maria Immacolata. Nel 1551 a Lentini, fu fondato un ospedale, intitolato a S. Giacomo della Spada. All'ospedale era annesso il Monte di Pietà, sito tra la via XX Settembre, la via dei Vespri e la via G. Verdi.La chiesa di sua pertinenza fu dedicata a Maria Immacolata. Papa Giulio III (1550 - 1555), ne diede approvazione con un suo decreto l'8 marzo 1551. Il Senato di Lentini, nel 1612, concesse all'ospedale l'uso di alcune case da servire come ricovero per gli ammalati. La direzione dell'ospedale fu affidata ai frati di S. Giovanni di Dio, mentre l'amministrazione della carità era curata dal Comune e dai Dottori della città. Il sisma del 1693 distrusse il fabbricato. Venne ricostruita in forma più piccola. La nuova chiesa prese il nome di "San Giovanni di Dio", detta dell'ospedale vecchio. Oggi la chiesa è sempre chiusa .... (notizie prese dal libro di Roberto Scolari - Lentini Città dei Santi Martiri - Cenni storici sui santi e sulle chiese antiche) - R. Privitera
passo dopo passo ... il tuo respiro, i battiti del tuo cuore, la fatica, la gioia di sentire che ci sei .... lo sguardo alla natura, un momento, un ... clik
lunedì 10 marzo 2014
Chiesa di S. Giovanni di Dio - Lentini
La chiesa di S. Giovanni di Dio ex Maria Immacolata. Nel 1551 a Lentini, fu fondato un ospedale, intitolato a S. Giacomo della Spada. All'ospedale era annesso il Monte di Pietà, sito tra la via XX Settembre, la via dei Vespri e la via G. Verdi.La chiesa di sua pertinenza fu dedicata a Maria Immacolata. Papa Giulio III (1550 - 1555), ne diede approvazione con un suo decreto l'8 marzo 1551. Il Senato di Lentini, nel 1612, concesse all'ospedale l'uso di alcune case da servire come ricovero per gli ammalati. La direzione dell'ospedale fu affidata ai frati di S. Giovanni di Dio, mentre l'amministrazione della carità era curata dal Comune e dai Dottori della città. Il sisma del 1693 distrusse il fabbricato. Venne ricostruita in forma più piccola. La nuova chiesa prese il nome di "San Giovanni di Dio", detta dell'ospedale vecchio. Oggi la chiesa è sempre chiusa .... (notizie prese dal libro di Roberto Scolari - Lentini Città dei Santi Martiri - Cenni storici sui santi e sulle chiese antiche) - R. Privitera
domenica 9 marzo 2014
La bellezza di un lago .... un lago nascoto ...


Intorno al lago nascono altre leggende. Si narra che anche i Templari ebbero a che fare con il Lago di Lentini.
Ogni lago che si rispetti, ha la sua storia.
Un accenno storico del lago ci viene fornito da un documento del 1300, dove si legge che fu concesso come feudo a Ugonetto di Lazzaro. Da un diploma reale concesso da Costanza, sposa di re Federico in data 13 gennaio, 2 ind. 1363, confermato dallo stesso re in data 25 marzo 1363,si legge la concessione dell'elemosina dell'elemosina del pesce del Biviere alle monache di Santa Chiara di Lentini. Le acque del Biviere sono ricche di tinche, muletti, anguille. (Storia di Lentini Antica e Moderna di Sebastiano Pisano Baudo-Vol III, pag 176)
La trasformazione vera del lago la si ha , un po' prima , del XVI secolo. Lo sviluppo maggiore nasce nel XVII secolo con i Branciforte.
Il feudo del Biviere – lago , conosce numerosi eredi.
Il 16 settembre 1666 n'ebbe investitura Don Giuseppe Branciforti; morto, questi, senza figli legittimi il Lago passa al nipote Don Carlo Caraffa, ultimo dei Principi della Roccella e di Butera, primo Barone del Regno di Napoli e Grande di Spagna, il quale il 5 aprile 1676 ne prese l'investitura. ( Storia di lentini – vol III pag 179)
Il lago di forma allungata comprendeva due isole. L'isola grande e l'isola piccola; uno sperone chiamato Cannedda di San Francesco. Vi erano la casa per pesare il pesce, il pozzo, la casa per la paglia, il magazzino …. Una chiesa intitolata a San Andrea, patrono dei pescatori lentinesi. C'era anche un piccolo porto.
Il lago offriva lavoro, bellezza dei paesaggi, accoglienza. Purtroppo portò anche febbri malariche, febbri talassemiche.
Nel 1876 , con il Barone Beneventano e l'ingegnere Pisano,nasce un progetto di risanamento. Le opere di bonifica cominciano negli anni '30 e vengono completate solo negli anni '60.
Lentini non ha più il suo lago, la sua meraviglia. Oggi purtroppo i ricordi iniziano a perdersi.
La scomparsa del lago, elimina in parte , i problemi. Nascono altri problemi prima inesistenti.
La carenza di acqua accresce la siccità, favorisce le gelate notturne …
Si pensa ad una ricostruzione.
Negli anni '70 il Lago viene ricostruito. E' più piccolo, più profondo.
Il nuovo lago raccoglie le acque del fiume Simeto e San Leonardo, e, vengono utilizzate per scopi agricoli e industriali. Ha una circonferenza di 14 km e una capacità d'acqua di 130 milioni cubici.
La fauna torna ad abitare il lago. Si vedono gli aironi bianchi, le cicogne, le anatre, le oche, il cormorano, il falco pescatore …. Le tinche, i muletti …. Torna a rivivere, anche, la vegetazione palustre.
Non è più quello di una volta, ma , anche questo dona, un fascino particolare.
Non si può viverlo come lo si viveva ieri ….... ma, con i dovuti permessi, si può respirare la magia che solo un lago sa donare.

Il profumo della natura, il verso degli animali, la carezza di un sole cocente, la dolcezza di un tramonto ….. E se si chiudono gli occhi, se si sgombra la mente dai frastuoni della modernità, si sente in lontananza il canto dei pescatori di ieri, il loro richiamarsi, lo sciabordare tranquillo dell'acqua.
Poco distante dal lago troviamo l'antica casa Biviere del XVII secolo. Le terre circostanti, che una volta contenevano il lago, ospitano un giardino Mediterraneo.
In questo meraviglioso Eden si trovano ricche specie botaniche, piante tropicali, rose, prati.
In questo giardino, nato dall'amore, dei Principi Scipione e Maria Carla Borghese, si ritrova la storia del Lago – Biviere di Lentini.
Sono tante le idee per rilanciare il lago di Lentini. Fino a d oggi sono rimaste solo idee.
Per attuare quello che si desidera servono: onestà, coerenza, abnegazione, amore verso il proprio territorio. Non servono tornaconti personali, egoismi ….
Serve coerenza e unione tra i Sindaci dei territori limitrofi al Lago. Serve unione tra la gente del Lago. (Rosaria Privitera)

sabato 22 febbraio 2014
Siracusa, la città della noia


Camminavo per Siracusa e pensavo: - Se a questa città togliamo Ortigia, la marina con il suo tramonto, gli scavi, il profumo del mare ... cosa resterebbe? ... cosa sarebbe siracusa? .... Niente, non sarebbe niente .....


Strade buie e semideserte ... magari sbucherà fuori Archimede con qualche calcolo matematico ..... Ma dove sono i siracusani?

Monumenti bui e silenziosi ... Città annoiata .....
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