Powered By Blogger

domenica 20 luglio 2014

Non voglio dire: "C'era una volta ..."

Quando fu deciso di bonificare il lago di Lentini, si pensò di creare, un meraviglioso viale alberato su quello che fu l'argine del lago. Un viale lungo Km 2,500 , un viale che ha fatto sognare e fa sognare. Un viale dove puoi ammirare un magico tramonto, l'Etna, Lentini e Carlentini, Monte Casale e il Monte di Castel di Judica, le case del biviere. Un viale dove lo sguardo non finisce di ammirare la magnificenza della natura. Un viale che, in silenzio, racconta una storia fatta di tanto ... Ogni estate il fuoco distrugge il viale di Pinus Pinea. Ogni anno alberi monchi, cenere, tristezza e, il dolore di una profonda ferita; ferita che nessuno vuol far rimarginare. Cosa rimarrà, domani, di questa antica bellezza? Cosa mostreremo ai nostri eredi? Il disinteresse ferisce più del fuoco. L'inciviltà dell'uomo spadroneggia in malo modo .... Non solo il fuoco ma anche discarica. E' uno strazio, vedere sfregiata si tanta bellezza. La nostra storia, il nostro passato, il nostro presente, il nostro futuro. Amiamo ciò che ci circonda. Curiamolo, coccoliamolo. Non voglio dire: "C'era una volta un viale ..."

martedì 24 giugno 2014

C'era una volta un fèudo ...

C'era una volta un fèudo ... Un fèudo?!, ma cos'è un fèudo?! ... Il fèudo è un territorio governato da un Signore, il quale ha pieno potere su tutto, su cose e persone. Il signore del fèudo può essere buono o cattivo. Io, ti racconto o cerco di raccontare, la storia di un fèudo con un Signore buono. La storia di questo fèudo, fèudo "Rizzolo" nel bel mezzo dei Monti Iblei, inizia quando due fratelli inglesi di nome Eaton, acquistano i terreni di quello che era fèudo Maiorana. Con gli anni i terreni passano ai figli di questi due nobili fratelli fino a quando Elsie, una delle figlie sposa il Marchese Cassis, Senatore del Regno e Consigliere di Stato e rimane unica proprietaria. I Cassis desiderano trasformare il fèudo in una comunità agricola libera e autosufficiente. Cosa fanno allora?! ... Intorno agli anni 1870 - 1880 da Messina, dove loro risiedevano, mandano alcune famiglie di agricoltori. Questo fèudo possedeva tutti i requisiti per realizzare cose belle. Il fèudo aveva la scuola, il servizio postale, la chiesa, le case. Quanta vita in questo Borgo. Vi era l'attività agricola, l'allevamento del bestiame, la produzione di olio e di seta. Lungo la strada, infatti, si incontrano tanti alberi di gelsi. C'era anche il frantoio ... Si coltivano gli agrumi, le mandorle, il vino, l'olio , l'opificio per la produzione della seta. Nessuno soffriva o si annoiava. Si facevano le feste.Ho incontrato una persona cresciuta in questo Borgo. Le ho detto della mia "scoperta" e le ho raccontato del mio entusiamo dinanzi a si tanta meraviglia e, una grande commozione, l'ha invasa. Mi ha raccontato della sua infanzia, dei suoi giochi, della vita trascorsa in quei campi, in quelle case, nella scuola che frequentava. Quanta commozione nelle sue parole. Mi ha raccontato dei Natali trascorsi e del presepe che facevano, del divertimento per la festa di carnevale .... La Chiesa, elevata a Parrocchia, aveva una vita attiva. C'era la Messa, si celebravano i Matrimoni, si amministravano i battesimi, i bambini facevano la loro prima Comunione ... L'ultimo battesimo è stato amministrato all'inizio degli anni '70. Adesso c'è il silenzio. Ci son capitata un pò per caso in questo Borgo. Son rimasta affascinata. Camminando tra le rovine si sente l'eco della vita passata. Una vita fatta di semplicità, di armonia, di gioia e sacrificio. Senti il frusciare delle foglie, osservi ilvolo solitario di una farfalla, senti il campanaccio di un vitellino. Guardi l'incanto della natura e non si può restare indifferenti L'occhio spazia in si tanta meravigliosa bellezza. C'era una volta un fèudo ... C'era, oggi ci sono i suoi resti, c'è l'eco della sua vita, eco che non può disperdersi e finire. Questa è la storia del Borgo Torre in contrada Rizzolo nel Comune di Buccheri.

martedì 27 maggio 2014

Binario "morto"

C'era una volta ... Oggi non c'è più. Un tempo qui la vita cantava. Oggi c'è l'oblio. Il passato, però, continua a parlare ... Ma nessuno sta a sentire. I canti degli operai, le loro voci, il loro richiamarsi. Il rumore del carico .... i carramattai. Il profumo delle arance ... Il viaggio del nostro prodotto. Osservare, oggi, mette malinconia. Il cuore batte per l'emozione e la tristezza. Ascoltare un "vecchio" che dice: " una volta si faceva questo ... Una volta caricavamo .... .... .... " Una volta! Oggi i nostri politicanti hanno altri "interessi", oggi si vivono nuovi "accordi", oggi si fanno nuovi "affari" .... Oggi si vive come senza passato. Oggi si vive proiettati nel futuro. Ma come fa ad esistere il futuro senza il passato?! .... Binario morto che morto non è. Il passato urla nel silenzio, ascoltiamolo.