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lunedì 1 aprile 2019

una volta...c'era

Il passato ci aiuta a vivere bene il presente.... Dovrebbe essere così, ma..... Il passato viene offeso, emarginato..... L'uomo moderno come può rispettare il passato se, non ha rispetto per se stesso????

lunedì 17 dicembre 2018

Pedagaggi

Posta sul versante settentrionale dei Monti Iblei, nel punto in cui questi cominciano a declinare dolcemente verso la vasta piana di Catania, la «terra arabile» di cui parla Polibio nella descrizione che fa di Leontinoi, Pedagaggi nacque come casale feudale tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo. Ancora oggi, infatti, gli abitanti della ridente frazione del comune di Carlentini non hanno dimenticato la cara e antica consuetudine di chiamare «casale» il loro paese. Il primo documento in cui si trova traccia dell’esistenza del «casale» è del 23 luglio 1269. Esso è relativo a una controversia per questioni di pascolo sui territori «scapuli» dei casali di «Pidachi» e «Randachini». Si tratta di un accordo redatto dal notaio Vespasiano Lippo da Palermo e stipulato, in presenza dei rappresentanti del comune di Ferla, tra Perrucchio Lanza, barone di Ferla, e Damiano Rubeo (o Rosso) di Messina, barone di Xirume, presso Mineo. L’accordo confermava il diritto dei cittadini di Ferla di far pascolare gratuitamente i propri animali (lo “jus pascendi”) sul territorio del feudo di Pedagaggi, che era passato appunto da Perrucchio Lanza a Damiano Rubeo. Diritto successivamente ratificato da un privilegio sovrano del 22 maggio 1273. Prima del 1269 il feudo di Pedagaggi - che ritroviamo in territorio di Lentini solo a partire dal 1282 e fino al 1857 - dovette probabilmente appartenere, come Giarratana e Ferla, nel cui territorio era compreso, a Goffredo di Normandia, figlio di Ruggero I. L’attuale toponimo, risultato di una graduale trasformazione che nel corso dei secoli ha visto il «casale» assumere diverse denominazioni sia pure molto simili fra loro, da «Pidachi» a «Pedagagii», da «Piedachi» a «Picdachi», «Pichadachi» e «Picadaci», appare per la prima volta in un rivelo del 1666 del barone Ingastone Bellacera. Nel 1342, al tempo del re Ludovico, Pedagaggi ebbe una certa importanza economica, tanto che, in occasione della battaglia della piana di Milazzo contro gli angioini che volevano occupare la Sicilia, Ludovico chiese ad Andrea Rubeo, barone di Pedagaggi, Randachino e Xirume, quattro cavalieri armati e dodici once. Solo nel 1857 feudo e casale di Pedagaggi vennero annessi al territorio del comune di Carlentini. Il feudo si estinse nel 1889, quando il tribunale di Siracusa sottrasse tutta la proprietà, per gli ingenti debiti contratti, al principe Mario Paternò Castello, duca di Carcaci. Oggi la frazione del comune di Carlentini conta circa mille abitanti. L’economia poggia essenzialmente sull’agrumicoltura e la forestazione, ma da alcuni anni si guarda con estremo interesse all’utilizzo delle risorse paesaggistiche, archeologiche ed eno-gastronomiche. Lo scrittore Sebastiano Addamo, intellettuale tra i più apprezzati del Novecento insieme a Sciascia, Consolo, Bonaviri, Bufalino, Piccolo, Vittorini, Quasimodo, Brancati, nel 1986, nella prefazione al volume di Giuseppe Pisasale «Pedagaggi: genesi e sviluppo di un ex casale feudale», scrisse: «A Pedagaggi continuano a presiedere gli dei agresti della pace e delle attività semplici ed essenziali della vita».

martedì 27 novembre 2018

SOS NATURA

Con un pizzico di "orgoglio" dico: IO C'ERO....... Domenica 25 novembre mi sono unita ad alcuni amici e, sono andata a donare una goccia di amore a MADRE NATURA. E' stata davvero una giornata stupenda.
Perché costa così tanto amare e rispettare il nostro territorio???? Basta un pizzico di volontà.... I nostri rifiuti vengono ritirati giornalmente, quindi, perché buttarli in giro? Perché depositarli sui sentieri di montagna, di campagna.... vicino ai fiumi..... Perché?
Le ferite inferte a Madre Natura si ripercuotono su ognuno di noi............ Cerchiamo di lasciare alle future generazioni un mondo vivibile.